Tre piani

LA STORIA. Tre famiglie dai movimenti meccanici e dai dialoghi imbarazzanti vivono nel solito palazzo romano da diecimila euro al metro quadro condividendo lo stesso problema: la mancanza di una struttura narrativa.

PERCHÈ NON GUARDARLO. La Roma alto borghese tanto cara a un Moretti vecchio e stanco. Anche nelle idee. Una storia senza storia, recitata male da alcuni attori potenzialmente bravi ma che sembrano tutti imbrigliati da una sceneggiatura debole. Si salvano Margherita e Alba. Il resto è una valle di lacrime in cui le lacrime dovrebbero sgorgare (visti i tempi patetici) ma che, a conti fatti, rimangano ben nascoste dentro gli occhi perplessi dello spettatore.

LA NOTA. Occhio ai bambini del film: sono gli unici che invecchiano e diventano sempre più romani. Oltre che bruttarelli.

A me Nanni Moretti piace. Tanto. Nei giorni post primo lock down sono tornato al cinema per rivedere la copia restaurata di Caro Diario. Forse Nanni Moretti è un genio e io lo amo. Ma poi guardo un film come questo è penso che la vena creativa si esaurisce per tutti. Anche per lui.

VOTO.

Classificazione: 5 su 10.

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